
Le formulazioni cosmetiche evolvono sotto una doppia pressione: normativa e formulazione. Le tendenze bellezza di quest’anno non si riducono a palette di colori o gesti di trucco ripresi sui social media. Esse traducono cambiamenti strutturali nel modo in cui i prodotti sono concepiti, imballati e rivendicati.
Regolamentazione anti-greenwashing e affermazioni di bellezza: cosa cambia a settembre 2026
La Direttiva (UE) 2024/825 entrerà in vigore il 27 settembre 2026. Essa vieta le affermazioni di tipo “eco”, “verde”, “sostenibile”, “climate neutral” o “carbon neutral” qualora si basino esclusivamente su compensazione di carbonio o non siano supportate da prove verificabili sullo stesso supporto (packaging, sito, scheda tecnica).
Le etichette “fatte in casa” inventate dai marchi senza uno schema di certificazione riconosciuto diventano anch’esse illegali. Le sanzioni possono arrivare fino a 4 % del fatturato annuale.
In pratica, ciò significa che una grande parte dei prodotti di bellezza presentati come “clean” o “green” dovrà rivedere la propria comunicazione. I marchi che pubblicavano su blogbeaute.fr o su altre piattaforme affermazioni ambientali vaghe dovranno documentare ogni affermazione con dati accessibili al consumatore.
Per le consumatrici, si tratta di un filtro utile. Una crema che riporta “naturale” senza prova tangibile non potrà più essere commercializzata con questa posizione nell’UE. Raccomandiamo di verificare fin da ora se i vostri prodotti preferiti dispongono di una certificazione di terza parte (Ecocert, Cosmos, NATRUE) piuttosto che un semplice logo proprietario.

Packaging ricaricabile: le obbligazioni PPWR applicabili da agosto 2026
Il Regolamento (UE) 2025/40 sugli imballaggi e sui rifiuti di imballaggio (PPWR) è entrato in vigore a febbraio 2025, ma le sue obbligazioni centrali si applicano a partire dal 12 agosto 2026. Il testo impone una riduzione dei rifiuti di imballaggio, obiettivi di riutilizzo e privilegia i sistemi di packaging ricaricabile e riutilizzabile.
Questa tendenza non è cosmetica, in senso figurato. Essa obbliga le case a ripensare la concezione stessa del contenitore. Un flacone di profumo o un astuccio di cipria devono ora integrare la ricarica come opzione di progettazione fin dal capitolato.
Numerose case di profumeria di alta gamma offrono già flaconi con sistemi a vite o a cartuccia. Nel segmento trucco, gli astucci modulari stanno guadagnando terreno: un unico astuccio accoglie ricariche di rossetto, ombretto o fondotinta a seconda della stagione.
Criteri da verificare prima di adottare un prodotto ricaricabile
- Il sistema di ricarica è realmente disponibile nel punto vendita o solo online, il che annulla parte del beneficio logistico
- Il prezzo della ricarica rappresenta un risparmio reale rispetto al prodotto completo, o si tratta di un sovrapprezzo mascherato dall’imballaggio iniziale
- Il contenitore originale è progettato per durare più cicli senza degradazione (meccanismo di chiusura, impermeabilità, compatibilità con le formule successive)
Trucco modulare e tendenza skinimalista: due approcci tecnici distinti
Il trucco modulare e lo skinimalismo rispondono a logiche di formulazione opposte. Il primo moltiplica le combinazioni a partire da componenti intercambiabili. Il secondo riduce il numero di prodotti concentrando gli attivi.
Lo skinimalismo spinge i laboratori a formulare prodotti multifunzionali. Un siero che idrata, leviga e unifica l’incarnato sostituisce tre referenze. La difficoltà tecnica risiede nella stabilità della formula: combinare un attivo esfoliante con un agente idratante in un unico veicolo galenico senza perdita di efficacia rimane una sfida di formulazione.
Il trucco modulare, invece, propone palette o astucci in cui ogni colore o texture può essere sostituita indipendentemente. Il vantaggio per la pelle: si evita di dover riacquistare un prodotto completo per un solo colore terminato. Il vantaggio per la routine di trucco: si adatta la propria palette alla stagione senza accumulare.

Distingere la tendenza marketing dall’innovazione reale
Osserviamo che alcuni prodotti etichettati come “modulari” si limitano a un imballaggio smontabile senza reale intercambiabilità delle formule. Un buon test: verifica se le ricariche di un marchio A sono compatibili solo con il loro astuccio, o se emerge uno standard aperto. Per ora, ogni marchio blocca il proprio sistema di ricarica, il che limita la portata ambientale del concetto.
Profumi e tendenze olfattive: l’ascesa dei profili gourmand e del oud
I dati di ricerca confermano un aumento marcato dell’interesse per i profumi al oud e le acque di profumo gourmand quest’anno. Non si tratta di mode passeggere: esse riflettono uno spostamento delle preferenze verso composizioni più dense e persistenti.
Il oud, a lungo relegato alla profumeria del Medio Oriente, si integra ora in composizioni occidentali con accordi legnosi-ambarici. Le acque di profumo gourmand, invece, giocano su note di vaniglia, caramello o fava tonka che prolungano la tenuta sulla pelle.
Per le consumatrici che costruiscono la loro firma olfattiva, la tecnica del layering (superposizione di più profumi o prodotti profumati) consente di personalizzare la scia. La condizione: scegliere prodotti le cui basi olfattive siano compatibili, il che implica conoscere la famiglia del proprio profumo principale.
- I profili esperidati si sovrappongono bene con note floreali leggere
- Le basi orientali (oud, ambra) supportano accordi gourmand senza saturazione
- Le composizioni fresche a dominante marina o verde si combinano male con fondi molto dolci
Il mercato della profumeria personalizzata progredisce anche grazie agli strumenti di diagnosi olfattiva in negozio, che orientano la scelta non più per “famiglia” ma per profilo emozionale o contesto d’uso.
L’anno 2026 segna meno un rinnovamento estetico che un cambiamento normativo e tecnico. Le tendenze bellezza che dureranno sono quelle che sopravvivono alla direttiva anti-greenwashing, che si adattano alle restrizioni del PPWR sull’imballaggio e che propongono una vera innovazione galenica piuttosto che un riposizionamento marketing.